Tommaso Le Pera: il più Grande del Teatro Italiano

Marta   9 Febbraio - 2019  

Uno spettacolo teatrale rivive attraverso le foto. Gli scatti catturati dal pubblico, dagli amatori, dai fotografi di scena. Ogni singola immagine, tuttavia, non descrive solo un determinato momento dell'opera. Attraverso l'occhio di chi coglie quell'istante, è possibile “leggere” quel quadro, quei gesti in tanti modi differenti. Ognuno fotografa secondo la propria percezione: e così, ogni immagine diventa una sorta di “recensione”, di personalissima interpretazione dell'opera da parte dell'occhio che “scrive con la luce”.

L'edizione 2018 di GRAECALIS ha avuto molti record, molti momenti, molti “scrittori di luce”.

Tra questi, il più Grande del Teatro italiano.

Il Maestro Tommaso Le Pera, il Fotografo del teatro italiano per eccellenza, ci ha donato alcuni suoi scatti dopo aver assistito ad “EUMENIDI”, questa estate.
Un'esperienza davvero unica, che ci ha segnato ed emozionato profondamente. Ecco cosa ci scrive il Maestro Le Pera, ricordando quei momenti:

Mi è capitato più volte, quando mi si chiede a quale spettacolo o autore sia più legato, di rispondere che ogni spettacolo ha per me la stessa valenza e che non mi affeziono al lavoro fatto in quanto la mia naturale curiosità mi porta a concentrarmi su quello che dovrò fotografare ‘domani’. Ripensandoci, però, andando a rovistare tra i titoli degli spettacoli fotografati in oltre 40 anni di attività, mi accorgo che, non tenendo conto degli innumerevoli
Pirandello, Shakespeare e Goldoni, la mia attenzione è stata attratta prevalentemente dal teatro antico Greco e Latino. Per quanto riguarda quello greco, facendo un conto analitico, scopro che ho in archivio ben 40 titoli di Euripide, 27 di Sofocle, 18 di Eschilo e 15 di Aristofane. Forse un caso, o forse no, se, ripensandoci ancora, i miei ricordi si spostano nel tempo e mi tornano in mente nitidamente le immagini (e le emozioni) di due spettacoli; il primo è “ORESTEA” nel 1973 a Spoleto, con la regia di Luca Ronconi, con una straordinaria (amatissima) Mariangela Melato e tanti altri nostri Attori con la A maiuscolo del calibro di Umberto Orsini, Marisa Fabbri, Massimo Foschi, Piero Di Iorio
.

L’altro, una “ORESTEA” davvero memorabile, regia di Peter Stein, nello splendido scenario del teatro romano di Ostia Antica, nel 1984. Durata 9 ore. Inizio spettacolo al tramonto del sole, fine spettacolo all’alba del giorno dopo. Nessuna defezione tra i moltissimi spettatori! 

Sempre il caso, complice però il mio caro amico Franco Mazza, mi ha portato l’estate scorsa, a Catanzaro, nella mia amatissima Calabria, a fare la conoscenza di un gruppo di attori del “Teatro di Calabria – Aroldo Tieri” e a fotografare una loro particolarissima edizione di “EUMENIDI”. Tralascio, ovviamente, di soffermarmi sul contenuto della tragedia eschilea ma la cosa che mi ha più colpito assistendo al loro spettacolo è stata la totale armonia, eleganza e puntualità del rigoroso allestimento, chiaramente frutto di un lavoro collettivo del gruppo, con scene, costumi e luci direi perfetti, roba da far invidia a compagnie di teatri stabili. Il tutto valorizzato da un’estrema cura nella recitazione e qualità del linguaggio utilizzato. Il cast, poi, oserei dire, davvero raro nel panorama del teatro italiano soprattutto per la professionalità degli interpreti.
Salvatore Venuto, Mariarita Albanese, Aldo Conforto (sua anche la regia), Paolo Formoso donano infatti alla compagnia l’autorevolezza e la classe di eccezionali maestri della scena. Alessandra Macchioni, Marta Parise, Anna Maria Corea, Bunty Andrea Giudice e Clizia Argirò offrono prova di freschezza interpretativa e di talento generoso.
E poi, vogliamo parlare delle persone? Gli attori e tutti i collaboratori e tecnici che ho conosciuto in quella piacevolissima serata estiva mi sono rimasti nel cuore, come esempio di intelligenza e di umanità.

Come solo i calabresi sanno essere.

Tommaso Le Pera