La Locandiera

Il debutto

25 Febbraio - 2018  

LA TRAMA
Una donna avvenente e spiritosa, locandiera a Firenze; un marchese con molta boria e poco denaro; un conte che ostenta denaro e crede il mondo ai suoi piedi; un cavaliere burbero e introverso che fa il misogino; il cameriere della locanda, mite, rassegnato e fedele alla padrona che gli si è promessa.
Mirandolina, con il suo solo ingresso sulla scena, riesce ad ammaliare i personaggi maschili della commedia, solo il Cavaliere di Ripafratta sembra resisterle, deridendo gli altri due, ma lei applicherà tutta la sua arte seduttiva per soggiogarlo con il suo fascino.
La commedia, briosa e spumeggiante, mette in scena, con ritmi serrati e irresistibili, il gioco delle parti tra classi sociali e sessi diversi, impegnati in un rocambolesco e divertente "ménage" che offre un quadro incredibilmente moderno della società.


NOTE SULL'OPERA
Scritta nel 1753, "La Locandiera" è considerata una delle più felici ed equilibrate commedie di Goldoni, esemplare per ritmo verbale, la precisione e l’acutezza con cui sono descritti ambiente e personaggi. Lo stesso Goldoni dichiara di ritenere La Locandiera" la più "morale, utile ed istruttiva" tra le proprie commedie scritte fino a quel momento. Tali osservazioni scaturiscono dal ritratto, estremamente scrupoloso e approfondito, che Goldoni stesso fa della donna nella "Locandiera", denunciando un aspetto del comportamento femminile -l'ipocrisia- senza negarne il fascino e senza, per questo, approvarlo.
Mirandolina è un carattere che si rifà alla maschera di Colombina ma, come ogni figura della Commedia goldoniana, subisce un'evoluzione, trasformandosi da mero stereotipo a "personaggio" a tutto tondo, vivace e profondamente verosimile.
La Locandiera, donna istruita, indipendente, intelligente e autonoma mentalmente ed economicamente, è a tutti gli effetti il prototipo di figura femminile che, in quegli anni, si batteva ampiamente sulla necessità di un nuovo e più importante ruolo nella società. Particolarmente importante è, dunque, l'ambientazione delle vicende nella Toscana del '700: è in quella regione che Goldoni può, infatti, lasciar sviluppare in maniera del tutto naturale la storia di Mirandolina, vera e propria rappresentante di una borghesia effervescente e dinamica che, di lì a poco, ribalterà le consuetudini e gli schemi del tempo.
Il testo è stato opportunamente rimaneggiato e ritradotto in italiano moderno per rendere immediatamente comprensibile le tematiche dell'opera dal pubblico contemporaneo. L'allestimento del Teatro di Calabria è una riduzione originale che prevede un prologo e due tempi.

NOTE DI REGIA
Portare in scena uno spettacolo del calibro di "La Locandiera" è una sfida complessa ed esaltante al tempo stesso: l'opera di Goldoni spiazza per la sua profetica modernità e colpisce gli spettatori moderni per l'acume con cui emergono i caratteri dei personaggi, del tutto vicini al nostro modo di vedere e vivere la vita. Si è scelto di conservare l'impianto scenico classico, delineando i tre ambienti principali dell'opera con pochi ma efficaci tratti, funzionali nel fare da sfondo alla grandezza quotidiana dei caratteri goldoniani.
Lo sforzo principale è stato profuso nella costruzione delle scene e nell'impianto recitativo: nel pieno rispetto dello spirito goldoniano, i personaggi dialogano tra loro con tempi e modi "umani", lontani dalla vertiginosa banalità espressiva contemporanea. Ogni battuta è calibrata, ogni sguardo rivela un mondo di pensiero profondo ed insondabile. Sulla scena si ricostruisce la grandezza dell'opera, cioè quello di portare "Il Teatro nel teatro", prima felice intuizione del genio goldoniano: ogni personaggio è costretto ad indossare una "maschera" nel rapporto quotidiano con gli altri personaggi, salvo poi togliersela ed essere finalmente sé stesso in privato, nel chiuso della propria camera, nel silenzio della sala comune o tra i panni da sistemare in una chiassosa e quieta stireria.
Si costruisce così un piano recitativo a più livelli, in un gioco di rimandi, sguardi, parole tronche, sospiri e ammiccamenti tra personaggi e pubblico. Nella Toscana del '700, tra broccati vivaci, costumi ricchi e curati al dettaglio e musiche svolazzanti, i personaggi di Goldoni raccontano, con parole semplici e fulminanti, i paradossi, i contrasti e le piccole sciocchezze della nostra quotidianità.

Attori


Marta Parise
Salvatore Venuto
Aldo Conforto

Paolo Formoso

Giuseppe Paonessa

Mariarita Albanese

Clinzia Argirò

Bunty Andrea Giudice


Testi a cura di: Prof. Luigi La Rosa

Regia: Aldo Conforto

 

Progetto Grafico

Elena Bitonte

 

Costumista: Aldo Conforto

Service: Idea Giovane Audio-luci per lo spettacolo

 

***

Si ringrazia Momenti Eventi Wedding planner & events

 

 

Per gli scatti fotografici si ringrazia:

Stefania Civico

 

guarda la fotogallery