Il Teatro di Calabria: chiacchierata con Aldo Conforto e Luigi La Rosa

10 Gennaio - 2020  

Ogni giorno può sembrare uguale ad un altro ma a volte capitano cose belle ed inaspettate, ancor più belle se germogliano da passioni profonde e mai sopite.
E se "i sogni sono desideri chiusi in fondo al cuor", questo è il sogno prepotente di due nostri amici che decidono un bel giorno di mettersi in gioco.

Parliamo del Prof. Luigi La Rosa e del Prof. Aldo Conforto e della loro creatura: il Teatro di Calabria Aroldo Tieri.

D: Prof La Rosa, il TdC, un sogno realizzato. Quando e come nasce e quanti gli ostacoli superati
R: L'idea risale agli anni '80 del secolo scorso ma si realizza nel 2008 con una serie di pubbliche letture dantesche e nel 2010 con la costituzione del Teatro. L'incontro con Aldo Conforto, la convergenza delle idee e il patrimonio della sua lunga esperienza in ambito teatrale hanno permesso di svolgere una operazione "difficile", cioè quella di rendere fruibili, anche allo spettatore non specialista, grandi opere della cultura classica. Le difficoltà non sono state eccessive, se si eccettuano quelle che si trovano in ogni inizio di operazioni non molto agevoli.
D: Sappiamo della sua grande esperienza come autore di libri, vorremmo spiegasse ai nostri lettori le differenze tra queste due sfere comunicative 
R: L'obiettivo è lo stesso ma le strade sono differenti. Nel primo caso il lavoro è individuale, solitario, mentre nel secondo caso si tratta di un lavoro collettivo nel quale bisogna armonizzare molte cose, far convergere gli sforzi di tutti i componenti, agire come individui ma partecipare insieme agli altri alla realizzazione di un fine coerente, esprimere la propria personalità lasciando però spazio alle altre espressioni. Un impegno che richiede equilibrio e disponibilità
D: immaginava che questo percorso, come scelta teatrale, non sarebbe stato facile, si ritiene soddisfatto del risultato raggiunto? Cosa ancora vorrebbe realizzare?
R: Devo ammettere che il riscontro del pubblico è andato oltre le nostre più rosee previsioni, e questo è motivo di grande soddisfazione. Ma questo è un settore che non consente appagamenti, è un ambito in cui se non si migliora, allora si indietreggia. Per questo motivo il compiacimento dura inevitabilmente poco e lascia spazio ai progetti futuri, alle sfide da affrontare e alle ansie ad esse connesse. L'obiettivo più appagante è quello di vedere il Teatro sempre più affollato di giovani che comprendano il valore fondamentale della cultura
D: Prof Aldo Conforto sappiamo che ha un background rilevante di esperienza teatrale. Attore, regista di teatro, costumista, quale il ruolo più gravoso?
R: Per chi ama il teatro non esiste il ruolo gravoso ben definito; il tutto si concentra nella realizzazione di uno spettacolo in cui gli elementi (testo, regia, recitazione, costumi, scenografia) siano in armonico equilibrio
D: Ci racconti della sua proposta a Luigi La Rosa di "fare insieme cose difficili"
R: Il nostro è stato un incontro occasionale. Nel laboratorio teatrale attivato dalla associazione culturale "Amici del Politeama" Il dott.Franco Brescia presidente, aveva avuto l’idea di curare tutti gli spettacoli di prosa che venivano programmati al Politeama di Catanzaro con una introduzione esplicativa fatta dallo stesso Luigi La Rosa e la lettura interpretativa di alcuni brani delle opere che andavano in scena.
Fu allora che chiesi a Gigi di curare un testo che poi avrei messo in scena nel laboratorio. La domanda di Gigi fu: un testo semplice o un testo classico? Io risposi un testo poco rappresentato per la sua difficoltà di messa in scena. Da lì partì il tutto.

D: Lei ha avuto tanti allievi. Un ricordo particolare e soprattutto che consiglio darebbe a chi è appassionato come lei.
R: I ragazzi che ho curato sono tanti e tutti li ricordo con affetto. Ho sempre inculcato in loro la serietà di questa passione, lo studio infinito per esprimere i sentimenti universali delle opere teatrali ma sono stato anche onesto nel non dare loro una visione semplicistica del mestiere di attore; come padre di famiglia mi rendo conto delle difficoltà che ci sono in questo fantastico mestiere.
D: Come attore o come regista c'è una piece teatrale che non ha fatto e vorrebbe tanto fare?
R Le scelte come artista passionale sono state sempre di mio gradimento perché essendo libero ho potuto fare quello che ho sempre desiderato. Tuttavia rimane ancora qualche personaggio che vorrei mettere in scena ma senza rammarico.

Concludiamo questo percorso sperando di essere riusciti a farvi conoscere un po' meglio i nostri protagonisti, anima del TdC, e vi diamo appuntamento al prossimo approfondimento!