GRÆCALIS 2015

ELETTRA

di Euripide

Elettra, che inaugura il II Ciclo di Rappresentazioni Classiche "GRÆCALIS - IL VENTO DELLA PAROLA ANTICA"  è la fanciulla privata della sua condizione regale per colpa della madre, a cui va tutto il suo odio, perché Elettra le invidia tutto: bellezza, gioielli, potere. Oreste è privo di tono eroico tanto che, dopo il matricidio, i due figli non provano né feroce soddisfazione né orrore religioso ma solo rimorso e raccapriccio. Nell'Elettra, dunque, Euripide disgrega le tematiche religiose del Mito attaccandole con dissacrante razionalismo. Il delitto è fonte di delitti, la morte si vendica con la morte, gli stessi Numi assistono impotenti ai misfatti : questo è lo spettacolo orrendo che Euripide intende proporre alla riflessione dello spettatore.

Gli interventi sul testo di Euripide, ridotto e rimaneggiato per renderlo fruibile allo spettatore moderno, sono stati rispettosi sia delle strutture metrico-liriche che dell'impianto filosofico. Euripide, infatti, spoglia l'opera da tutte le implicazioni religiose che caratterizzavano il testo di Eschilo (a farne le spese è soprattutto Apollo) e produce un "imborghesimento"  dei personaggi.

Note di Regia 


Elettra appare subito allo spettatore come un personaggio nevrotico che vive solamente nel ricordo del suo passato familiare frantumato, e avvilita da un presente indefinito e scialbo.

La giovane, lacerata nel fisico e nel cuore, risulta capace di nutrirsi solo di odio o di cullarsi nella commiserazione rievocando la figura del padre, visto non come punto di riferimento emotivo ma come Idolo di potere, fama e benessere.

Ad ascoltare i suoi sfoghi esasperati e convulsi è il Coro, formato da donne del popolo, naturalmente empatico nei confronti delle sventure di Elettra ma capace anche di riflettere con saggezza e profondità sulle estreme conseguenze dell'Odio.  
Elettra, in un crescendo vertiginoso di diventa donna-virago nei confronti del fratello Oreste, consumato da dubbi spasmodici e terribili rimorsi: solo la determinazione spietata a saziare il suo desiderio di vendetta gli darà la forza disperata e decisiva a compiere il matricidio.
La scia del sangue, rievocata sin dall'inizio della tragedia con l'assassinio di Agamennone, insegue e racchiude in un cerchio di dannazione Oreste, Clitemnestra ed Elettra, vittime ed aguzzini al tempo stesso della propria meschinità e della loro umanità ferina.

CAST
Mariarita Albanese
Salvatore Venuto
Paolo Formoso
Rossana Veraldi
Alessandra Macchioni
Marta Parise
Anna Maria Corea

Coro Stabile del Teatro di Calabria

Riduzione a cura di
Luigi La Rosa

REGIA
Aldo Conforto

               Con la partecipazione di Francesco Piro e Scuola di Danza "Maison D'art"

                                                                        

 Service: Maurizio Rafele 

Foto: Pasquale Gagliano

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